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martedì 19 febbraio 2013

La Sinistra dei Gesuiti e del Vaticano: Vendola, Bertinotti, Fassino e Rutelli


Per noi non è certo un mistero che Gesuiti, SMOM, Vaticano, Opus Dei, Comunione e Liberazione e massoneria abbiano in mano la vita culturale, politica ed economica nel nostro paese; non è la prima volta che lo diciamo (ad esempio vedi qui e qui). Di Bersani, Montie Berlusconie Grilloabbiamo già parlato. Pertanto oggi vi parleremo di altri personaggi del centrosinistra gesuitico-vaticano.

Partiamo dal mensile di fede, politica, vita quotidiana Confronti che, in un articolo di qualche tempo fa, dal titolo Il più cattolico del reame, affermava che "ai teoconall’italiana della Casa delle libertà, nel centrosinistra si contrappone uno schieramento di teoprogsempre più nutrito e professante." 
E andava giù con i nomi: un esempio lampante è Piero Fassino,il quale affermava«Sono stato per nove anni allievo dei gesuiti a Torino – ha dichiarato ai giornalisti – e questo mi ha consentito di rafforzare la mia fede religiosa. Ed essere un uomo di sinistra non è in contraddizione con la fede perché significa battersi per la giustizia, l’uguaglianza, il rispetto della persona umana, che sono valori a cui è attenta una fede religiosa come quella cattolica». Scontato è anche Rutelli, anch'egli allievo dei gesuiti. Dal sito gesuiti.it leggiamo una sua intervista con Bruno Vespa, ecco i punti essenziali:





"il presidente della Margherita torna agli anni dell'infanzia, all'educazione cattolica della prima giovinezza che si ricongiunge alle convinzioni della maturità dopo l'ampia e dissacrante parentesi radicale.


[Rutelli] ha frequentato gli anni delle elementari in una scuola di suore, è stato per 7 anni al Massimo dai gesuiti. «Se incrocia la mia biografia con quella di Barbara, mia moglie, ci troverà entrambi attivisti della Cidros, l'organizzazione giovanile dei gesuiti impegnata nel volontariato». "



Nella stessa intervista scopriamo che Rutelli in seguito "ruppe" con i gesuiti per via delle classi solo maschili del Massimo:



"L'inquietudine dei 16 anni mi portò a fare un discorso imprevisto a un incontro tra insegnanti e genitori in cui chiesi l'istituzione delle classi miste al Massimo, che le aveva solo maschili. Le classi miste arrivarono dopo due anni, ma io ruppi col Massimoe mi iscrissi a un liceo statale. Nello stesso periodo, tra i 15 e i 19 anni, accompagnai mia madre nei suoi itinerari di fede e di sofferenza, da Padre Pio a Lourdes. Fu un'esperienza atroce che probabilmente accelerò la mia rottura prolungata con la fede e l'esperienza cristiana». "



Però, dopo la militanza nelle file dei radicali, il nostro Rutelli ritorna tra le braccia di Dio:



"«...Nel '93, dopo una fulminea presenza nel governo Ciampi [Carlo Azeglio Ciampi fu allievo dei gesuiti al «San Francesco Saverio» di Livorno, ndr], diventai sindaco di Roma».


E nacque la leggenda del Rutelli papalino…


Il riavvicinamento alla Chiesa era cominciato molto prima, con il battesimo di mio figlio all'inizio dell'83 e con la sua iscrizione all'ora di religione già alle materne, tre anni più tardi». "



Rutelli fa la comunione da Ruini

Il resto è amore vero:


"
Nel '93 la riconversione di Rutelli diventò pubblica.

L'8 dicembre '93, ero sindaco da tre giorni, andai ad accogliere il Papa ai piedi della statua dell'Immacolata e mi feci il segno della croce. Un operatore mi riprese e quel gesto risultò inaspettato. Polemiche? Fui abbastanza rispettato. Sedici mesi dopo, nell'aprile del '95, Barbara e io, sposati civilmente alla fine dell'82, celebravamo il matrimonio religioso nella cappellina del Campidogliosenza un fotografo e senza nemmeno la presenza dei nostri familiari. La notizia trapelò 10 mesi più tardi, ma già dal giorno del matrimonio ricevevo regolarmente la comunione.


Il resto è storia pubblica. Ma da allora il riavvicinamento di Rutelli alla Chiesa ha suscitato molti sospetti.

È una cosa molto sgradevole. Da almeno 10 anni ci sono alcuni settori che presentano il mio ritorno alla fede cristiana come un gesto compiuto a freddo per il Giubileo. Quasi uno scambio, un comportamento cinico. In realtà, la conclusione di questo percorso lungo e complesso ha avuto più di un motore. Madre Teresa di Calcutta:l'ultima volta che la vedemmo nella sua casupola sulla via Casilina eravamo con Francisco, il primo dei nostri figli adottivi. Madre Teresa ci disse che ne avremmo avuti altri.Ci sembrava incredibile, allora. Oggi in famiglia siamo sei. Ci incoraggiò anche madre Flora Pallotta, una suora marchigiana superiora di un piccolo ordine religioso missionario della fanciullezza: da lei conoscemmo Francisco. "

Per la cronaca vi invitiamo a leggere alcune notizie su Madre Teresa di Calcutta, la "santa" così amata da Rutelli; ecco i link:
Gli scopi umanitari non umani: Madre Teresa di Calcutta
La posizione della missionaria

Riprendendo l'articolo di Confronti, alcuni potrebbero sorprendersi che persino Vendola, cioè colui che è stato tra i fondatori del Partito della Rifondazione Comunista, sia un credente. Si, proprio quel Vendola di cui tanto parla Gianni Lannes nei suoi post dai titoli eloquenti: VENDOLA DISTRUGGE LA PUGLIA, VENDOLA CONDANNA A MORTE IL SALENTO, PETROLIO IN MARE: LE “BALLE” DI VENDOLA, ecc.



L'articolo di Confronti rivela il Vendola cattolico contestatore:

"E nel settembre «dell’identità cattolica» ha voluto dire la sua anche il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, che a Napoli, «parlando da cattolico», ha affermato che «la posizione incarnata dai vertici della Cei fa male alla Chiesa esponendo il magistero su un terreno improprio. L’atteggiamento assunto a proposito dei Pacs – ha detto – scortica l’integrità del messaggio evangelico perché diventa troppo un pezzo della politica. Il Vangelo non diventi mai uno strumento di lotta e un corpo contundente da poter usare contro i diritti delle persone». Amen. Ma chi di omelia ferisce di omelia perisce. E subito è giunta la replica di mons. Cosmo Francesco Ruppi, arcivescovo a Lecce: «Non è nostra intenzione entrare in polemica con chi, pur dichiarandosi cattolico, si scosta visibilmente dall’insegnamento della Chiesa in materia di famiglia, di etica e di costumi sessuali», ma «non è possibile essere cattolici e disattendere il magistero. O si è cattolici o non lo si è, non si può essere cattolici a metà quando ci conviene». «Da credente rispondo a Dio, non al vescovo di Lecce», ha controreplicato Vendola,ma resta il dubbio se il governatore di una istituzione pubblica debba necessariamente avventurarsi in queste dispute ecclesiali e teologiche sventolando il suo vessillo di identità cattolica. "

Dal sito ufficale di Nichi Vendola apprendiamo che egli è "nato a Bari il 26 Agosto 1958, in una famiglia cattolica e comunista."



Dal sito UAAR leggiamo:"Vendola ha rivendicato la sua fede cattolica,“una delle tante diversità che vi dovete beccare del vostro portavoce” e che “non intendo nascondere”, perché “è la mia vita ed è stata la mia culla”. In fondo in fondo il "compagno" Vendola vuole che ritorniamo tutti come pecorelle in seno a Madre Chiesa dialogando: “guai se a questo rispondessimo con vecchie pulsioni anticlericali, dobbiamo invece rilanciare dialoghi, aprire varchi”, afferma citando Gramsci che “irrideva un certo anticlericalismo.” E lui sa che, per fare carriera, bisogna dialogare con le persone giuste all'interno della Chiesa: i Gesuiti!

Infatti il "contestatore" Vendola è stato ospite alla Fondazione Stensen dei Gesuiti, la stessa Fondazione che ha accolto anche Beppe Grillo. In un articolo di cronaca locale di Firenze (nove.firenze.it) dal titolo 'Conversazioni con Ichino, Maroni e Vendola allo Stensen', datato 28 ottobre 2010, leggiamo:



"Saranno Pietro Ichino, Roberto Maronie Nichi Vendolagli ospiti de "Il cittadino e il senso dello Stato", il ciclo di conversazioni con politici, sociologi ed esponenti di diverse tradizioni socio-culturali organizzate dalla Fondazione Stensen di Firenze, diretta dai padri gesuiti."



Un altro articolo tratto dal sito nove.firenze.it, datato 5 maggio 2005, ha il titolo eloquente Il film di Nichi Vendola in prima visione allo Stensen; in esso vi leggiamo:




"L’epopea elettorale del deputato di Rifondazione Comunista Nichi Vendola vissuta attraverso il grande schermo: l'appuntamento è a partire da domani (venerdì 6 maggio) all’Auditorium Stensen (Viale Don Minzoni 25) con ‘Nichi’, il documentario in prima visione nazionale che ripercorre da vicino le avventure, le ansie e i trionfi della campagna elettorale del personaggio politico dell’anno. "



Per i dettagli del film che descrive l'epopea di Vendola si veda direttamente il sito web ufficiale dello Stensen dei Gesuiti.


Il nome di Vendola allo Stensen riappare anche nel 2011. Da La Nazione leggiamo:



"A seguire tre rassegne di cinema, un ciclo di film d'animazione dedicato ai più piccoli, un omaggio a Pinocchio (a 40 anni dalla famosa saga di Luigi Comenicini) e l'inaugurazione del tour nazionale del festival dal Salento, '100 minuti corti', con l'anteprima nazionale del cortometraggio su Nichi Vendola,presentato all'ultima mostra del cinema di Venezia."

[...]

"Alle ore 21 si parte con l'anteprima toscana Sposerò Nichi Vendola di Andrea Costantino: il film, presentato alla Mostra del cinema di Venezia 2010, racconta la storia della famiglia Amoruso che, a causa della crisi, deve vendere la propria casa, mentre negli stessi giorni si svolge la campagna elettorale di Vendola in Puglia."



Per la cronaca lo stesso giornale riferiva che "Uno degli appuntamenti più importanti sarà l'incontro con Luca Cordero di Montezemolo(9 febbraio) nell'ambito del ciclo di conversazioni 'Il cittadino e il senso dello Stato'. " Se avete letto il nostro blog già saprete che anche Montezemolo è un allievo dei gesuiti. Come vedete allo Stensen dei gesuiti ci vanno proprio tutti: destra, sinistra, centro, rivoluzionari, ecc. D'altronde:



"“In una società caratterizzata da crescenti tensioni civili, sociali e politiche – spiega il direttore della Fondazione Stensen, Ennio Brovedani sj - è opportuno offrire occasioni di riflessione comune a tutti quei cittadini che sentono l’esigenza di contribuire personalmente ai profondi mutamenti culturali e sociali in corso, attraverso la responsabile assunzione delle inedite e forse epocali sfide che si prospettano nel delicato momento storico che stiamo vivendo”. "



Ancora su Vendola: da gesuitinews.it leggiamo un estratto da "Italiaoggi" del 03/02/2011:




"Ma i gesuiti non si lasciano sfuggire nulla, nel panorama italiano, e Vendola sembra un beniamino della fondazione [Stensen dei Gesuiti] che ha sede nel capoluogo toscano: sì, perché il 12 febbraio sarà inaugurato proprio a Firenze il tour nazionale di «100 minuti corti», la selezione delle migliori opere del Salento Finibus Terrae, manifestazione che sarà inaugurata con un buffet pugliese a base di focaccia e vino e la proiezione di «Sposerò Nichi Vendola» di Andrea Costantino, film presentato alla Mostra del cinema di Venezia 2010 che racconta la storia della famiglia Amoruso che, a causa della crisi, deve vendere la propria casa, mentre negli stessi giorni si svolge la campagna elettorale di Vendola in Puglia."



Dal corriere della sera apprendiamo che Vendola "nel 2005 venne a Roma in forma rigorosamente privata per i funerali di Giovanni Paolo II, seguiti tra la folla a sinistra della basilica, sotto il colonnato di Bernini." Il compagno di Vendola, Ed Testa, ha studiato dai gesuiti; lo leggiamo dal sito ufficiale di Nichi Vendola in una notizia dell'11 novembre 2012 dal titolo Chiamatemi First Gentleman, che è un'intervista al suo compagno; Ed dice di se: "Dopo il liceo dai Gesuiti e una laurea in Economia e commercio, a 23 anni ho cominciato a lavorare in agenzie pubblicitari ".

Le posizioni di Vendola-Stensen gesuitico e “contestatore” della Chiesa (“Nella mia religione non è contemplato il dogma dell'infallibilità del papa”, fonte) sono le stesse dei “progressisti” Gesuiti; come sappiamo i Gesuiti, che controllano il papato, e quindi non credono certo all'infallibilità del papa, sono impegnati nella demolizione del cattolicesimo così come lo conosciamo; questo cattolicesimo vecchio stampo non serve più nell'era della globalizzazione e del Nuovo Ordine Mondiale; esso verrà sostituito dalla nuova religione mondiale luciferina di Teilhard de Chardin, religione cardine di un sistema non meno tirannico del precedente, che è spinta dalla stessa Fondazione Stensen amica di Vendola:




"Un ulteriore momento importante dell'attività dello Stensen, anche se più discreto, è stato l'interesse per l'opera e il pensiero di Pierre Teilhard de Chardin che negli ultimi decenni ha trovato la sua concretizzazione in una sezione della biblioteca a lui dedicata, in una rivista semestrale e in incontri e convegni sul tema inesauribile e sempre stimolante del rapporto tra interpretazione scientifica e interpretazione teologica del mondo e della sua storia."



Adesso spostiamoci nel sito Sinistra Ecologia e Libertà di Vendola e leggiamo il suo programma globalista:



“Per questo l’Europa deve aprire le sue frontiere e consentire la libera circolazione delle persone, anche per garantire il diritto alla ricerca di lavoro. Siamo per un’Europa che lavora a unnuovo ordine mondiale multipolare. Vogliamo che l’Europa diventi una potenza civile, non militare.”



Poi abbiamo Bertinotti, che afferma:”...«Ma non mi pongo la domanda se credo o non credo. Mi sono sempre interessato alla Chiesa del Concilio e ho tanti amici di Chiesa, anche tra i cardinali». Da un articolo del 27 genanio 2008 di Raffaele Iannuzzi dal titolo Laico, cioè cristiano apprendiamo che:

“...al presidente della Camera, Bertinotti, viene conferita una laurea “cattolica” che egli riceverà non prima di aver tenuto una solenne lectio magistralis, di fronte alle autorità ed agli studenti della Pontificia Università cattolica di Quito, in Ecuador. Naturalmente Bertinotti è stato invitato, guarda un po’, come si conviene, dal rettore, il gesuita Manuel Corrales Pascual.”

Ancorasu Fausto accolto dai gesuiti “progressisti”:

“E A BERTINOTTI UNA LAUREA "CATTOLICA"

Il rettore Manuel Corrales Pascual, gesuita, lo presenta come il "leader di Rifondazione comunista". Poi Fausto Bertinotti, presidente della Camera, il comunista accanito lettore delle Lettere di san Paolo, tiene la Lectio magistralis che apre l’anno accademico della Pontificia Università cattolica di Quito.

Mentre al Papa negano un discorso nella seconda più grande università del mondo, dopo quella di Città del Messico, la prima in Italia e in Europa, al di là dell’oceano l’intelligenza dei cattolici accoglie il "subcomandante Fausto". Nessuno ha protestato in nome di alcuna esclusività. Bertinotti nel suo lungo viaggio in America latina la scorsa settimana ha visitato due università cattoliche, quella di Quito in Ecuador e la "Sedes Sapientiae" di Comunione e liberazione a Lima in Perù.

A Quito ha ammonito che «oggi il nuovo sovrano che minaccia la politica è la estremizzazione del mercato unita al matrimonio con la scienza e con la tecnica, e la scienza e le sue ambizioni totalizzanti. E questo ha messo la politica sotto schiaffo». Dunque, l’unica via d’uscita sta nella «restituzione all’uomo, chiunque egli sia, del controllo del suo destino». Al termine della Lectio magistralis, il Senato accademico ha deciso di consegnare a Fausto Bertinotti "il comunista" la laurea honoris causa in Scienze politiche."

 Bertinotti Vendola: un abbraccio nella fede

Ma l'amore dei gesuiti per Fausto viene da lontano. In un articolo di Repubblica dal titolo GESUITI: FAUSTO PRAGMATICO E INTELLIGENTE del lontano 17 gennaio 1997, che ci risulta comparire solo nella cache di google, leggiamo che: 


 

"ROMA - I gesuiti "battezzano" Fausto Bertinotti. Quasi un miracolo fatto di apprezzamenti per le sue capacità politiche ("E' intelligente e pragmatico"), benedetto persino dal Vaticano per il suo impegno a favore dei deboli. E' quanto si legge in un sorprendente editoriale di Civiltà Cattolica, il quindicinale dei gesuiti le cui bozze devono avere il preventivo placet della Segreteria di Stato della Sede. Un motivo di soddisfazione in più per Bertinotti, le cui gesta politiche vengono "lette" con tanti elogi e poche critiche (sull' utopia comunista o sulle posizioni su famiglia, bioetica, scuola libera) dal nuovo vicedirettore di Civiltà cattolica, padre Michele Simone. Il religioso auspica, tra l' altro, che "l' intelligenza politica di Bertinotti, unita al suo pragmatismo, tenga la rotta in Parlamento specialmente per le riforme istituzionali, perchè se il governo cade è il caos". "Sono molto orgoglioso - risponde Bertinotti - mi auguro che chi critica Rifondazione impari dai gesuiti". "

D'altronde, per il Bertinotti dei salottini chic e borghesi, come, del resto, per tutti gli altri fantocci di sinistra sopra citati, non è mai esitito l'Impero Capitalista Vaticano-Gesuitico e tutto è da ridurre alla "estremizzazione del mercato". Avro Manhattan la pensava un po diversamente:

"La Chiesa Cattolica, una volta che sono stati messi insieme tutti i suoi patrimoni, è l'agente di borsa più formidabile del mondo. Il Vaticano, indipendentemente dal papa che vi si insedia, si è  orientato sempre più verso gli Stati Uniti. Il Wall Street Journal ha detto che gli affari del Vaticano nei soli Stati Uniti erano così grandi che spesso esso ha comprato e venduto oro in lotti di milioni di dollari o più in una sola volta."

"La Chiesa Cattolica è la più grande potenza finanziaria, accumulatrice di ricchezza e di proprietà che sia mai esistita. Possiede ricchezze materiali più di ogni altra singola istituzione, corporation, banca, cartello gigante, governo o stato nel mondo intero. Il papa, come capo visibile di questo ammassamento di ricchezza, di conseguenza, è il più ricco individuo del XX secolo. Nessuno può realisticamente valutare quanto egli vale, in termini di miliardi di dollari."


domenica 17 febbraio 2013

Grillo, Travaglio, Saviano: Tutti ospiti felici e contenti dei Gesuiti


I gesuiti sono dei maestri nel mescolare le carte in tavola e nell'occultare la loro pesante influenza nella politica, nell'economia e nella vita sociale del nostro paese. Questa influenza avviene alla luce del sole, compreso siti internet dedicati, solo che noi non siamo più capaci di vederla; forse loro hanno capito che ogni segreto, anche il più nascosto, prima o poi sarebbe stato svelato da qualcuno; quindi, tanto vale agire apertamente ma con discrezione, distorcendo la percezione degli eventi e influenzando personaggi pubblici da dare in pasto alle masse; personaggi capaci di catalizzare la rabbia derivante dalle ingiustizie economiche e sociali e dirigerla verso dei mostri di facciata agenti come capro espiatorio. E così è stato; altrimenti come spiegare tutto quel fior fiore di "rivoluzionari" e "radicali contro il sistema" che sono stati ospiti nei think tank dei gesuiti?

La Fondazione Stensen

Partiamo dall'influente Fondazione Stensen dei Gesuiti:





“La Fondazione Niels Stensen di Firenze si ispira alla ricerca e alla metodologia di Nicolò Stenone, medico e geologo danese del '600 (1638 -1686).
Riconosciuta con decreto del Presidente della Repubblica, n. 231, il 3 marzo 1959, la Fondazione è gestita dai Padri Gesuiti ed è stata inaugurata il 1 novembre 1964. Lo Statuto è stato aggiornato e rinnovato nel corso dell'anno 2008 e definitivamente approvato il 24 febbraio 2009 dalla Prefettura di Firenze.
Attuale Presidente è P. Ennio Brovedani s.j."



"Lo Stensen ha organizzato dal 2002 al 2009, ogni anno, nei mesi di Ottobre e Novembre, il “Novembre Stenseniano”, un percorso di conferenze, dibattiti, proiezioni cinematografiche e esposizioni su tematiche socio-culturali attuali con ospiti di diversa provenienza nazionale e internazionale."

Un evento che, dopo alcuni anni di sospensione, è ripartito nel 2012. 
Il giorno Sabato 27 novembre 2004 Grillo fece un intervento straordinario al Novembre Stenseiano.





Dalle cronache dell'epoca leggiamo il programma della giornata del 27 Novembre alla Fondazione dei gesuiti:





“Domani - sabato 27 novembre - ultimo atto di “Homo Cyber”, terza edizione del Novembre Stenseniano. La rassegna che ha cercato di esplorare il fascino, le prospettive e le inquietudini dell’era informatica, ha suscitato molto interesse ed ampia copertura mediatici, e l’appuntamento di domani promette di essere degna conclusione di questo percorso.

Alle ore 16 si discute di “Cyber Democracy”, in una tavola rotonda alla quale interverranno il giudice della Corte Costituzionale professor Ugo De Siervo (“Partecipazione e decisione politica”), l’Authority per le Telecomunicazioni professor Enzo Cheli (“Regole e diritti nella cybersociety”), ed il docente d’informatica ed esperto di Intelligenza Artificiale e Reti Neurali professor Marco Gori (“Monopolio dell'informazione sul Web”). L’incontro sarà presieduto dal professor Stefano Grassi, docente di Diritto costituzionale all’Università di Firenze.
Al termine della tavola rotonda l’intervento straordinario di Beppe Grillo; il comico genovese darà una sua personale lettura del nostro futuro “cyber”. L’ingresso a quest’ultimo appuntamento è ad invito, ed i posti in Auditorium sono già esauriti. Sono però disponibili 30 posti nella Saletta Multimediale in collegamento audio-video.”

E il futuro cyber per Beppe arriverà di lì a poco.
Ricordiamoche “Insieme a Gianroberto Casaleggio[52]Grillo è il gestore di un blogaperto il 26 gennaio 2005 (in contemporanea con la prima tappa a Pordenone dell'omonimo spettacolo a pagamento 2005 Beppegrillo.it),[53]aggiornato quotidianamente.”

Ricapitolando: il 27 Novembre 2004 Grillo fa un “intervento straordinario” alla Fondazione Stensen dei Gesuiti nella giornata dedicata alla Cyber Democracy; e il 26 gennaio 2005, due mesi esatti dopo, apre il blog “accalappiarivoluzionari contro la casta dei politici” beppegrillo.it insieme alla massonica Casaleggio. Andreotti avrebbe detto:”A pensare male si fa peccato, maspessoci si azzecca”.

E' proprio da quei tempi che Beppe Grillo non vuole più parlare apertamente di signoraggio bancario, per non parlare della geoingegneria (nel 2006 Grillo etichettava come maniacali chi gli diceva di parlare delle scie chimiche), per non parlare di gesuiti (si veda l'articolo inutile Wiki e Gesuiti del 26 luglio 2005, poi solo qualche stringato post sul Vaticano e Monti, ribattezzato Rigor Montis, ad esempio questodel 28 dicembre 2012; oppure questo sull'Opus Dei, per darci qualche contentino). Per Grillo il nemico numero uno rimane la cosiddetta casta dei politici; ad esempio nei suoi 20 punti per uscire dal buio non vi è traccia alcuna di tagliare i fondi pubblici e abolire le esenzioni di cui ha goduto la Chiesa Cattolica fino adesso; ad esempio nel 2012 la stima è di "€ 6.232.375.437"; nel suo programma leggiamo solo dei vacui slogan come:”Legge anticorruzione”, oppure “abolizione dei contributi pubblici ai partiti”, oppure “Istituzione di un “politometro” per verificare arricchimenti illeciti dei politici negli ultimi 20 anni”. 
 


Nello stesso volantino Grillo poi afferma che:

”I partiti sono i primi responsabili di questa situazione, hanno occupato lo Stato, lo hanno svenduto, spolpato da dentro.”

No caro Grillo! I partiti non sono i primi responsabili di questa situazione; non sono i partiti che hanno occupato lo Stato; sono stati il Vaticano, l'Ordine dei Gesuiti, Comunione e Liberazione, l'Ordine Costantiniano, i Cavalieri di Malta e la massoneria che hanno occupato tutti i partiti e quindi lo Stato italiano; è un po diverso, non credi? La tua Casaleggionon ha niente a che fare con gli Ordini sopra citati?
Per darvi prova dell'importanza nazionale del dibattito che si svolge alla Fondazione Stensen, leggiamo alcuni degli invitati del Novembre scorso:


Don Luigi CIOTTI (Gruppo Abele)
Ignazio MARINO (Senatore della Repubblica)
Corrado AUGIAS (Giornalista e scrittore)
Vito MANCUSO (Teologo)
Piergiorgio ODIFREDDI(Matematico, logico e saggista)


Notate che tra di loro ci sono anche dei noti "critici" e "radicali"; ma, come oramai sappiamo, i gesuiti controllano e condizionano a 360° lo spettro politico e culturale. Anche Elsa Fornero è intervenuta allo Stensen; all'esterno fu anche contestata.

Sempre dal sito ufficiale dello Stensen scopriamo che:



“Negli anni del Concilio Vaticano II, e subito dopo, lo Stensen divenne luogo di incontro, approfondimento e ricezione delle idee e dei documenti conciliari ospitando alcuni dei padri e dei teologi del Concilio e affrontando, di volta in volta, momenti e temi della vita ecclesiale italiana e universale." 


Un'altra attività dello Stensen è stata quella di portare avanti l'opera del padre della New Age e della Nuova Religione Mondiale Pierre Teilhard de Chardin:


"Un ulteriore momento importante dell'attività dello Stensen, anche se più discreto, è stato l'interesse per l'opera e il pensiero di Pierre Teilhard de Chardin che negli ultimi decenni ha trovato la sua concretizzazione in una sezione della biblioteca a lui dedicata, in una rivista semestrale e in incontri e convegni sul tema inesauribile e sempre stimolante del rapporto tra interpretazione scientifica e interpretazione teologica del mondo e della sua storia."





Associazione Laici e Gesuiti



Adesso parliamo di un'associazione che in pochi avranno sentito nominare, cioè l'associazione “LAICI E GESUITI PER NAPOLI – ONLUS”; dal loro sito web apprendiamo che:



"Siamo laici e gesuiti, provenienti da percorsi diversi, decisi ad impegnarsi insieme per contribuire a rendere migliore la città di Napoli.
Da questa idea è nata l’Associazione “LAICI E GESUITI PER NAPOLI – ONLUS” che intende proporre alla città una serie di iniziative finalizzate a favorire un recupero di quei valori fondamentali per una migliore convivenza civile, promuovendo un sistema etico che sappia conciliare giustizia e solidarietà.
Questo sistema di valori – radicato nella tradizione e nella cultura della Compagnia di Gesù ma condiviso da molti laici, al di là di ogni appartenenza religiosa – rappresenta il punto di riferimento per la nostra azione, che intende mettere al servizio della città risorse e competenze per costruire percorsi di formazione e di sensibilizzazione etica sul piano della coscienza civica e politica."



Da questa pagina che parla delle origini estraiamo:

 “L’idea dell’Associazione “Laici e Gesuiti per Napoli” nasce da una prima riflessione nell’agosto 2005, che porta a riunire nel mese si dicembre, pochi giorni prima di Natale, tredici laici e alcuni gesuiti residenti a Napoli presso la sede della Facoltà Teologica di Villa San Luigi. L’incontro è finalizzato ad una riflessione sul senso dell’impegno dei gesuti e dei laici che si riconoscono nella spiritualità ignaziana per contribuire a cambiare Napoli in un momento di crisi profonda.

Al termine dell’incontro, il 18 dicembre 2005, fu redatta e sottoscritta una Dichiarazione comune di volontà di costituire un’”Associazione tra laici e gesuiti per Napoli”da parte di 17 (14 laici e 3 gesuiti). Dopo la “tre giorni” iniziò il lavoro d’impostazione del Comitato Promotore  fino  al maggio 2006, quando finalmente si costituisce come ONLUS l’Associazione “Laici e Gesuiti per Napoli”“

[...]

"Nel 2008 l’associazione si fa carico, insieme al Collegium Professurum dei gesuiti, del nuovo ciclo dei Lunedì di Villa San Luigi dedicato al tema “Certezza/incertezza”, che vede la partecipazione di personalità importanti, come Franco Battiato, Marco Travaglio, Roberto Saviano, don Luigi Ciotti, Guido Bertolaso. Si registra un grande successo di pubblico, con una buona risonanza sui mass media, che contribuisce a far conoscere l’Associazione nella città. "



Qui abbiamo la crema dell'opposizione controllata, impegnata a tenere lontani gli occhi della gente dai crimini dei Gesuiti e dalla loro fattiva collaborazione con la Mafia; come dice Pietro Palau Giovannetti:



"Il termine sincretico «massomafie» non viene quasi mai utilizzato dai mass media e, stranamente, anche dal ben informato Saviano [corte papale ebrea, ndr], nonostante sia stato coniato da uno dei più eminenti studiosi del fenomeno, ovvero dal Prof. Giuseppe D'Urso, eroe sconosciuto, Presidente per la Sicilia dell'Istituto Nazionale di Urbanistica e docente universitario che, dagli anni '80, per primo, grazie alle sue ricerche, svolte in ambito istituzionale, svelò lo stretto connubio fra mafia, massoneria e sistema giudiziario, quale «collante» del controllo politico-economico-mafioso del territorio, denunciando inascoltatamente i cavalieri catanesi, i magistrati corrotti al loro servizio, gli appalti e le connivenze politiche-affaristiche, indicandoci che le mafie, ieri come oggi, non sono una patologia tipica delle Regioni del Sud Italia, ma un vero e proprio «braccio armato» di un regime corrotto, un «male endemico» diffuso e istituzionalizzato, protetto e organizzato su basi ben precise, espressione di una parte consistente della classe dirigente locale e nazionale. Quella che, negli ultimi decenni, sino alle più recenti vicende sulla loggia P3, è emerso essere, in maniera sempre più nitida, collegata a doppio filo, a consorterie di stampo massonico, cricche, gruppi occulti di pressione, Opus Dei, Cavalieri di Malta, Illuminati, Bilderberg... ["Massomafia: "Mi dicevano di lasciar perdere". In onore di Giuseppe D'Urso"]"



Ricordiamo che per D'Ursoi poteri occulti erano:


    d) poteri occulti laici
    - massoneria bianca ((Ovest-Est-Terzo Mondo)
    - massoneria nera (nei Paesi dell’Ovest)
    - massoneria rossa (nei Paesi dell’Est)
    e) poteri occulti religiosi
    - cattolici (internazionali)
    – Opus Dei
    – Gesuiti laici
    – Cavalieri di Malta
    - altre religioni (terzo mondo)
Di questi poteri non vi è traccia, se non minima, nel lavoro dei fantocci ben pagati Travaglio, Ciotti, Saviano ecc. Anzi! Il colmo lo raggiungiamo quando leggiamo che D'Urso indicava tra i criminali occulti proprio i "Gesuiti Laici", mentre l'associazione che ha invitato Travaglio, Ciotti e Saviano al loro ciclo di conferenze sul tema “Certezza/incertezza” si chiama, guarda un po, “Laici e Gesuiti per Napoli”; siete ancora "Certi" di saper fare 2+2 ? 

Leggi anche:

Grillo il baciaculo di Bertone

Bertone, l'amico di Grillo, vuole un Governo Globale della finanza